
Stiffan e Filippi si prendono la Rally4 al debutto, mentre Alex Munaretto chiude quinto tra le Rally2 dopo una gara sempre vissuta nella top ten.
In Francia Clémençon e Fouret risalgono fino al terzo posto assoluto. E a Pomposa, fuori classifica ma non certo dallo spettacolo, c’è anche Fabio Munaretto.
Due podi, qualche conferma e almeno un paio di storie che vale la pena raccontare. MS Munaretto archivia gli appuntamenti di Pomposa e del Rallye Terre de Lozère con un bilancio decisamente positivo, passando nell’arco di pochi giorni dai cordoli ferraresi alla terra francese.
A Pomposa la copertina se la prendono Tommaso Stiffan e Angela Filippi, primi di classe Rally4 sulla Lancia Ypsilon Rally4 al termine di un fine settimana che, per entrambi, aveva soprattutto il sapore della prima volta.
Stiffan si presentava infatti al proprio esordio, così come Filippi, chiamata ad affrontare per la prima volta la gara dal sedile di destra. A rendere tutto ancora meno convenzionale c’era un dettaglio: Tommaso e Angela sono amici anche lontano dalle corse. Una confidenza che, una volta chiuse le portiere, ha impiegato poco a trasformarsi in sintonia da equipaggio.
Stiffan ha messo in mostra velocità e una naturalezza tutt’altro che scontata per un debutto, mentre Filippi ha trovato progressivamente ritmo e sicurezza alle note. Il risultato è stato un successo in Rally4, ma soprattutto un esordio nel quale il cronometro non ha cancellato la componente più semplice delle corse: il divertimento. I due hanno funzionato, si sono capiti e, soprattutto, si sono goduti ogni chilometro. Come prime volte, ce ne sono di decisamente peggiori.
Solida anche la gara di Alex Munaretto ed Enrico Molo, impegnati sulla Škoda Fabia RS Rally2. Alex ha portato la vettura all’ottavo posto assoluto, costruendo il risultato attraverso una prestazione estremamente regolare.
Praticamente dall’inizio alla fine della competizione, l’equipaggio è rimasto ben ancorato alla top ten, senza passaggi a vuoto e con un passo capace di mantenerlo costantemente nelle posizioni che contano. Una gara più di sostanza che di effetti speciali, interpretata con continuità fino all’ultimo passaggio.
Poi c’è Fabio Munaretto. E qui il cronometro, per una volta, conta relativamente.
Il fondatore di MS Munaretto, affiancato da Mauro Rongoni sulla Lancia Ypsilon Rally4, era infatti presente a Pomposa nelle vesti di apripista, chiamato a precedere gli equipaggi in gara e a verificare il tracciato prima del loro passaggio.
Ruolo di servizio, almeno sulla carta.
Perché Fabio, una volta abbassata la visiera, non sembra aver interpretato l’incarico come un invito alla passeggiata. Fuori dalla classifica, ma pienamente dentro lo spettacolo, Munaretto ha percorso i chilometri di Pomposa senza particolare intenzione di fare amicizia con il pedale del freno. Il cronometro non faceva testo, il piede destro decisamente sì.
Una piccola chicca dentro il fine settimana del team, resa ancora più particolare dalla contemporanea presenza in gara del figlio Alex: due generazioni Munaretto sullo stesso asfalto, con ruoli diversi ma evidentemente con un’idea abbastanza simile di come si debba guidare un’auto da rally.
Mentre a Pomposa si chiudeva il capitolo italiano, sugli sterrati francesi prendeva invece forma un risultato ben più pesante in termini di classifica assoluta.
Al Rallye Terre de Lozère, nell’ambito della collaborazione con Sarrazin Motorsport, Benjamin Clémençon e Jessica Fouret hanno portato la Škoda Fabia RS Rally2 fino al terzo gradino del podio assoluto.
Una gara partita subito con il piede giusto, vedendo l’equipaggio francese inserirsi fin dalle prime battute nella top ten, e cresciuta speciale dopo speciale. Clémençon e Fouret hanno continuato a rosicchiare posizioni, trasformando progressivamente una buona partenza in qualcosa di molto più concreto.
Il traguardo di Mende li ha infine premiati con il terzo posto assoluto, coronando una rimonta costruita senza strappi ma con un passo sempre più efficace man mano che i chilometri scorrevano sotto le ruote della Fabia.
Un altro weekend da riportare a Schio con parecchie buone ragioni per sorridere.

